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	<title>Comitato per la Scuola</title>
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		<title>Off Topic: Venerdì 13 alle 17,30 incontro con Massimiliano Frassi per parlare di Pedofilia</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:41:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217; ass. Prometeo Onlus di Brescia, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Res publica di Fano, ha organizzato per venerdì 13 novembre alle ore 17.30, presso l&#8217;Aula Magna della Scuola Primaria &#8220;F.Montesi&#8221; in via Divisione Carpazi,n.30 un incontro dal titolo &#8220;PEDOFILIA-PEDOFOLLIA&#8221;;  interverrà Massimiliano Frassi dell’Associazione PROMETEO Onlus per parlare di pedofilia e abusi sui minori; nell&#8217;occasione presenterà il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>L&#8217; ass. Prometeo Onlus di Brescia, con la collaborazione dell’Associazione Culturale <span style="color: #1f497d;"><a href="http://www.respublicafano.it/" target="_blank">Res publica</a> di Fano, ha organizzato per</span> </span><span><strong>venerdì 13 novembre alle ore 17.30, presso l&#8217;Aula Magna della Scuola Primaria &#8220;F.Montesi&#8221; in via Divisione Carpazi,n.30 un incontro dal titolo &#8220;PEDOFILIA-PEDOFOLLIA&#8221;</strong></span><span>;  interverrà <strong>Massimiliano</strong><a href="http://massimilianofrassi.splinder.com/#" target="_blank"><strong> Fra</strong></a><strong>ssi</strong> dell’Associazione<a href="http://www.associazioneprometeo.org/" target="_blank"> PROMETEO</a> Onlus per parlare di pedofilia e abusi sui minori; nell&#8217;occasione presenterà il suo prossimo libro, che sarà nelle librerie dal 20 novembre, </span><span>quando </span><span>cadrà il ventennale della Giornata dei diritti dell&#8217;infanzia, dal titolo &#8220;Favole di bambini e dei loro orchi&#8221;.</span><br />
<span style="color: #888888;"><br />
&#8211;<br />
Ettore Marini</span></p>
<p><span style="color: #888888;"></p>
<div>socio di Ass. Prometeo e Presidente di <a href="http://www.respublicafano.it/" target="_blank">Res publica</a><br />
Via Chiarini, 5<br />
61032 Fano<br />
tel. 0721865052 / 333 7572249<br />
<a href="http://www.respublicafano.it/" target="_blank">http://www.respublicafano.it</a></div>
<p></span></p>
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		<title>Enterogelmini, l&#8217;intervista che risveglia l&#8217;intestino pigro</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 18:07:13 +0000</pubDate>
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“È vero che non posso paragonarmi né a Benedetto Croce né a Giovanni Gentile, ma, se è per quello, non vedo dei Croce o dei Gentile neppure fra i miei predecessori”. Maria Gelmini, ministro dell’Istruzione, dice la sua in un’intervista al Giornale. “La sinistra mi odia – continua Gelmini – perché le ho tolto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<div class="snap_preview">
<div id="attachment_182" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://lerane.files.wordpress.com/2009/09/enterogelmini.jpg?w=300&amp;h=300"><img class="size-medium wp-image-182" title="enterogelmini" src="http://www.comitatoscuola.it/wp-content/uploads/enterogelmini1.jpg" alt="tenere lontano dai bambini" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">tenere lontano dai bambini</p></div>
<p>“È vero che non posso paragonarmi né a Benedetto Croce né a Giovanni Gentile, ma, se è per quello, non vedo dei Croce o dei Gentile neppure fra i miei predecessori”. Maria Gelmini, ministro dell’Istruzione, dice la sua in un’intervista al Giornale. “La sinistra mi odia – continua Gelmini – perché le ho tolto il controllo sull’insegnamento. La scuola è sempre stata una sua sinecura, una fabbrica di consenso politico. Bé, adesso non è più un’azienda privata: è tornata proprietà dello Stato”.</p></div>
</div>
<p class="tagged"><strong>Categorie:</strong> <a title="Visualizza tutti gli articoli in Rassegna Stanca" rel="category tag" href="http://it.wordpress.com/tag/rassegna-stanca/">Rassegna Stanca</a></p>
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		<title>Servizio dell&#8217;Espresso su Marystar</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 17:11:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; caduta una Mariastella
di Roberto Di Caro e Denise Pardo
Un curriculum scolastico anonimo. Una laurea in legge senza lode. Una trasferta a Reggio Calabria per il praticantato legale. Poi la folgorante carriera politica. La vita da mediocre della ministra che voleva fare la ballerina e che ora infiamma la scuola







Finora le fabbriche sono state silenziose. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-caduta-una-mariastella/2109717" target="_blank">E&#8217; caduta una Mariastella</a></h1>
<div class="firma">di Roberto Di Caro e Denise Pardo</div>
<p><strong>Un curriculum scolastico anonimo. Una laurea in legge senza lode. Una trasferta a Reggio Calabria per il praticantato legale. Poi la folgorante carriera politica. La vita da mediocre della ministra che voleva fare la ballerina e che ora infiamma la scuola</strong></p>
<div class="clearleft"></div>
<div class="testo">
<div class="didascalia">
<div class="border1">
<div class="border2"><img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2009/09/17/jpg_2109797.jpg" border="0" alt="" /></div>
</div>
</div>
<p>Finora le fabbriche sono state silenziose. Perfino i magistrati sono spaccati. Lei, Mariastella Gelmini, ha portato in piazza tutti: professori, genitori, precari, studenti. La sua riforma è la vera sconfitta del terzo governo Berlusconi.</p>
<p><strong>È signorina. Ma di quelle Signorsì</strong>. Tremonti vuole tagli a scuola e università e il via alla privatizzazione strisciante: lei esegue, e lancia l&#8217;idea di trasformare istituti e atenei in Fondazioni in concorrenza fra loro. Il Vaticano vuole l&#8217;ora di religione cattolica come materia piena di insegnamento: per lei è subito una &#8220;posizione condivisibile&#8221;. La tattica è elementare, se vuoi far carriera, non ti puoi fare troppi nemici. Se ne hai (le è capitato quando nel 2000 i suoi di Forza Italia la fecero fuori con una mozione di sfiducia dalla carica di presidente del consiglio comunale di Desenzano del Garda, e poi nel 2005 quando Berlusconi la nominò coordinatrice regionale tra i malumori della nomenklatura), meglio star buona, aspettare, prima o poi non mancherà l&#8217;occasione di farseli di nuovo amici. Lei, Mariastella Gelmini, in questo è bravissima. L&#8217;ha anche spiegato:<strong> &#8220;Non è mica un delitto andare d&#8217;accordo con tutti&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Gelmini, ovvero la temibile leggerezza dello stare nel mezzo</strong> (secondo le anime buone) o della mediocrità (secondo quelle malvage). Non male per una che ogni due per tre sillaba, enuncia, predica la meritocrazia. Tattica o carattere? Sarà che ha frequentato le elementari dai preti, 1.700 anime nella Bassa bresciana. Dove suo padre Italo, agricoltore e allevatore, era stato sindaco Dc e, divorziato senza scandalo dalla moglie Carmelina, aveva sposato Wanda, la mamma di Mariastella. Tuttora ci vivono Giuseppe e Cinzia, figli della prima moglie, ma legatissimi alla sorella, modello famiglia allargata. Il primo, che ha un magazzino di prodotti per l&#8217;allevamento, è dall&#8217;aprile 2008 vicesindaco Pdl; la seconda, insegnante elementare, è rappresentante sindacale Cgil. Scoppiò un mezzo putiferio quando, il 30 ottobre 2008, Cinzia non aderì allo sciopero generale degli insegnanti e si mise in aspettativa non retribuita.</p>
<p><strong>Gelmini voleva fare la ballerina</strong>. Le è andata male: è diventata ministro. Alle medie, Luigi Sturzo della vicina Gottolengo, dove fino ai 15 anni vivrà in una cascina, Mariastella è la passione della sua professoressa, Maria Nunziata Terzo: studia danza, conduce la battaglia contro l&#8217;intercalare dialettale &#8220;pota&#8221;, aiuta il compagno down. Al liceo classico le cose si fanno più complicate. Ne cambia tre: il Manin di Cremona dove frequenta i due anni di ginnasio, poi lo statale Bagatta di Desenzano dove comincia la prima liceo per lasciarlo a dicembre e spostarsi a Brescia, liceo privato diocesano Cesare Arici, lo stesso dove aveva studiato Giovanni Battista Montini, papa Paolo VI: &#8220;Sì, abbiamo fama di severità, ma senza particolari asprezze&#8221;, racconta Gian Enrico Manzoni, che della liceale Mariastella fu l&#8217;insegnante di greco e latino. Quanto al carattere, Manzoni la descrive &#8220;riservata, né un&#8217;isolata né una leader, nessuna bega con i compagni, non che io ricordi almeno&#8221;: già allora tendeva ad andare d&#8217;accordo con tutti. &#8220;Non ero la prima della classe, ma non ho mai avuto problemi&#8221;, ha sintetizzato quel periodo l&#8217;interessata. È vero. In pagella prese 5 in latino scritto al primo quadrimestre, &#8220;ma era un&#8217;alunna diligente, anche se non mi viene in mente nessun particolare amore per questo o quell&#8217;autore, e a fine anno conquistò il 7&#8243;, ricorda Manzoni. In greco, italiano, matematica oscilla sempre fra il 6 e il 7. Scienze 7, arte e storia 8. Alla maturità, siamo nel luglio 1992, uscì con 50/60.</p>
<p>Proprio del provvedimento sul voto di condotta, e dell&#8217;altro che richiede il 6 in tutte le materie per essere ammessi all&#8217;esame di maturità, parlano Manzoni e Gelmini ormai ministro quando, a fine 2008, si reincontrano. Il suo liceo la invita a una rimpatriata, ma in tutta Italia scoppia la protesta degli studenti e lei sparisce dalla circolazione: figuriamoci se rischia una contestazione proprio davanti alla sua vecchia scuola, sai che chicca per i giornali. Invita però Manzoni al ministero. &#8220;Fu molto gentile. Cercai di convincerla che, sotto l&#8217;apparenza del rigore e del merito, quei suoi due atti avrebbero sortito effetti opposti&#8221;.</p>
<div class="data"></div>
<div class="data">Che poi qualche comprensione per la voglia di molti studenti a fine corso di chiudere i conti con la scuola e passare ad altro la dovrebbe avere, Mariastella Gelmini. Perché capitò anche a lei. Non alla maturità, ma nella tesi di laurea, Università di Brescia, facoltà di Giurisprudenza, appello del 12 luglio 1999. &#8220;Era venuta da me spiegandomi che, fuori corso di tre anni, voleva concludere in fretta gli studi, accennando di sfuggita a qualche suo impegno politico a Desenzano&#8221;, racconta Antonio D&#8217;Andrea, ordinario di Diritto costituzionale: che dell&#8217;impacciatissima laureanda fu relatore. &#8220;Concordammo dunque una tesi non impegnativa: sull&#8217;iniziativa referendaria delle Regioni, tema allora d&#8217;attualità perché alcune amministrazioni di centrodestra, Lombardia in testa, si apprestavano a usare tale strumento per contrastare il governo Prodi&#8221;. Si incontrano cinque o sei volte, l&#8217;ultima lui le chiede di rafforzare un po&#8217; l&#8217;apparato teorico e di completare il compitino almeno con un piccolo apparato di note e una bibliografia accettabile: ma capisce subito &#8220;che non è il caso di insistere. Certo non ci si innamora di uno studente come lei, media, diligente, non particolarmente motivata; ma in fondo il suo lavoro era passabile, c&#8217;era il minimo indispensabile. Il punto di caduta, inaspettato, fu la discussione della tesi&#8221;. D&#8217;Andrea le rivoge una domanda di ordine generale: lei &#8220;rimane sconcertata, imbarazzata, è in difficoltà, mostra di non avere padronanza dell&#8217;argomento. In situazioni del genere non si infierisce: le chiedo qualcosa sull&#8217;argomento della tesi e in meno di dieci minuti, con un po&#8217; di disappunto, la licenziamo con 100/110&#8243;. Significa che, arrivata con un punteggio d&#8217;esami di 99,28 pari a una buona media del 27, la tesi le fu valutata meno di un punto sugli 11 possibili. Dei cinque laureati quel giorno con D&#8217;Andrea, due con lode, lei fu la più scarsa. Che ha pensato il professore a vederla oggi ministro alfiere del rigore e del merito? &#8220;Non ricordo se mi è venuto da sorridere o se ho alzato gli occhi al cielo. Ma che vuole, la politica ha i suoi criteri. E i suoi peculiari talenti&#8221;.</p>
<p>E questi a lei non mancano di certo. È il &#8216;94, Berlusconi scende in campo, Mariastella ha ventun anni. Fin da subito gioca sui due terreni chiave di un politico: sul territorio, dove costruirà la sua fortuna elettorale, e al centro, nel cuore del potere. A Desenzano, dove ormai vive con la madre separata aiutandola a volte nel negozio di estetica a Sirmione, fonda con Emanuele Giustacchini ed Enrico Frosi, e presiede il primo club locale di Forza Italia: &#8220;Varie sere la settimana&#8221;, racconta Giustacchini, oggi assessore a Desenzano, &#8220;ci trovavamo in una decina di persone a casa sua: manifesti, banchetti di propaganda&#8221;. Intanto però, due o tre volte la settimana, parte in treno da Desenzano per fare volontariato di partito a Milano: sulla costituzione dei club, in stretto rapporto con Mario Mantovani, oggi sottosegretario alle Infrastrutture, e con Giancarlo Abelli, allora consulente per la Sanità della Regione oggi deputato. Poco dopo comincia anche la storia d&#8217;amore di Mariastella con Giuleader bresciano dell&#8217;ala ex democristiana di Forza Italia: durerà fino al 2004. Lui continua a dire di lei che è una &#8220;una donna tenace, capace, gran tessitrice, la Letta lombarda, uno dei pontieri tra Berlusconi e Formigoni&#8221;.</p>
<p>Alle politiche del &#8216;96, &#8220;con la carica di partito di delegato di collegio, la Gelmini riesce a far eleggere deputato Adriano Paroli, ciellino formigoniano di ferro, paracadutato dall&#8217;alto e ignoto al territorio&#8221;, aggiunge Giustacchini. Poi, nel &#8216;98, con 300 preferenze, è la prima eletta al consiglio comunale, di cui diventa presidente. La scalata è cominciata. Ma nel 2000 arriva la tegola: tre su sei dei consiglieri Forza Italia la destituiscono con una mozione votata dagli alleati civici e dall&#8217;opposizione. Diatribe interne, raccontano: l&#8217;ala &#8220;laica&#8221; di Franco Nicoli Cristiani, allora come oggi assessore regionale, contro i cattolici di Romele.</p></div>
<div class="data"></div>
<div class="data">Ma la ragazza è un muro di gomma, incassa come un pugile esperto. Non deve aspettare molto. Nel 2002, passato a Reggio Calabria l&#8217;esame di Stato per diventare avvocato (vedi box a pag. 37), c&#8217;è un rimpasto in giunta alla Provincia di Brescia: &#8220;Romele pretese un posto per lei, io raggiunsi con lui un accordo, Gelmini divenne assessore al Territorio&#8221;, racconta Nicoli Cristiani. Dopo le provinciali del 2004 la Lega esige il Territorio, Gelmini e Romele s&#8217;inalberano: &#8220;Ma siete matti? Prendete l&#8217;Agricoltura, vale da solo 10 mila voti: i contadini chiedono sempre, ma non dimenticano mai&#8221;, le dice Nicoli. Gelmini prende l&#8217;Agricoltura. Ma ha un feeling più intenso con i cacciatori, che nel bresciano sono una lobby potentissima per tradizione e per business: la voteranno in massa quando, nell&#8217;aprile 2005, diventa consigliere regionale, prima eletta di Forza Italia, a Brescia con 17.500 preferenze. Li ricambierà, racconta Nicoli, battendosi in consiglio regionale per l&#8217;approvazione della caccia in deroga, cioè perché possano liberamente sparare a peppole, stornelli e fringuelli.</p>
<p>Non che abbia tempo di fare molto altro, nell&#8217;anno esatto in cui resta consigliere regionale. Berlusconi la vuole subito a Roma, nella segreteria di Palazzo Grazioli. Un mese dopo la nomina coordinatrice regionale di Forza Italia. Nel 2006 è eletta deputato. Poi, domenica 18 novembre 2007, in un&#8217;ora e mezzo organizza una folla in piazza San Babila per l&#8217;annuncio che Silvio ha deciso di fare, bruciando i tempi: la nascita del Popolo delle libertà. Da quel predellino il capo lancia anche lei, Mariastella, nel firmamento delle star del centrodestra.</p>
<p>Peccato che un anno e mezzo su una poltrona da sempre tra le più puntute in qualsiasi governo la facciano oggi sembrare più che altro una stella cadente. Rieletta nel 2008, Maria Star, come la chiama Luciana Littizzetto, è una delle quattro donne al governo. Per il Cavaliere è il pezzo più pregiato. Una volta al consiglio dei ministri sedette nella sedia del premier. &#8221; Ecco vedete ha già preso il mio posto&#8221;, commentò Berlusconi ridendo. Se all&#8217;esterno ogni suo gesto sfocia in un corteo, con la burocrazia del ministero si muove in punta di piedi bene attenta a non pestare i calli a nesssuno. E si circonda di personaggi che, in un modo o nell&#8217;altro, le tornano utili. Tra i consulenti Alberto Albertini, reperto democristiano della sua Brescia, già al Cnr, personaggio passato attraverso molte grane giudiziarie. Come portavoce sceglie Massimo Zennaro, inizi con Marcello Dell&#8217;Utri poi con Tiziana Maiolo al Comune di Milano; qualche mese e lo promuove direttore generale della Direzione generale per lo studente del ministero. Un vero atto da Casta. Al suo fianco Giuseppe Pizza, sottosegretario, uno che conosce tutti gli ingranaggi e i pozzi avvelenati della politica romana, proprietario legale dello scudocrociato Dc. A darle un sostegno tecnico, i due forzisti presidenti delle commissioni parlamentari di riferimento, Valentina Aprea alla Camera e Guido Possa al Senato. A Roma le gira spesso intorno adorante Renato Farina, per il Sismi &#8220;l&#8217;agente Betulla&#8221;, espulso dall&#8217;Ordine dei giornalisti, nel 2008 eletto deputato per il Pdl, Collegio Lombardia 2. Tra quelli che non inviterebbero Mariastella al ballo della scuola Giulio Tremonti (anche se quando lui taglia i fondi, lei sbatte i tacchi e decurta i docenti) e Denis Verdini (lui scherzoso le dice davanti a tutti che è sexy, lei, che non trova la cosa appropriata al suo rango, si sforza di sorridere, Verdini è potente e lei lo sa bene).</p>
<p>Roma le ha cambiato il taglio di capelli, dal parrucchiere delle dive Roberto D&#8217;Antonio accanto a Montecitorio, ma non l&#8217;approccio circospetto, il talento di evitare rogne. Se Renato Brunetta si tuffa appena intravede una polemica, Gelmini fugge borbottando che &#8220;non si fa così&#8221;: a giugno alla contestata presentazione di un libro di Mario Giordano alla Mondadori di piazza Duomo, a luglio quando in una sua conferenza stampa irruppe il senatore Idv Stefano Pedica. Non si nega invece, il ministro Gelmini, dove sa che il parterre è tutto per lei: al campus biomedico di Trigoria presso Roma, Opera apostolica della Prelatura dell&#8217;Opus Dei, come al Meeting di Rimini di Cl, dove per tre giorni interi è stata la gemella siamese di Formigoni.</p></div>
<div class="data">Dovevano scambiarsi le poltrone, i due: lei alla presidenza della Regione, lui al ministero dell&#8217;Istruzione: ma è stata proprio lei, un giorno prima di Berlusconi, a dichiarare che Formigoni è e resta l&#8217;unico candidato, certo e indiscutibile, alla Regione. In fondo si somigliano, lei e l&#8217;ex vergine del Pirellone: in entrambi amabilmente coesistono l&#8217;anima crociata e quella mondana, nel senso di uso di mondo, lui con quelle sue giacche arancione, lei con quel bikini con il quale cui a Positano l&#8217;ha immortalata &#8220;Chi&#8221;, settimanale della real casa d&#8217;Arcore, titolo &#8220;In piscina zero in condotta&#8221; arpionata con un bacio hard al nuovo fidanzato Giorgio Patelli: 51 anni, geologo, dieci anni fa all&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Lombardia, poi immobiliarista, oggi anche imprenditore edile, un bellone ben diverso dal tipo Hulk alla Romele.</p>
<p>Prudente sì, ingrata no, Mariastella. A giugno, provinciali di Brescia, si batté invano fino allo spasimo perché alla Presidenza fosse candidato il suddetto Romele e sembrava profilarsi uno scontro con Viviana Beccalossi di An. &#8220;Diciamo la verità, tu vuoi piazzare il tuo ex fidanzato&#8221;, la azzannò Ignazio La Russa. Lei, piccata, replicò: &#8220;Almeno, di me si sa&#8221;.</p></div>
</div>
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		<title>Giorgio Stracquadanio dice&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 20:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Giorgio Stracquadanio dice: «Fino all’anno scorso, dipendevano dal Ministero della Pubblica Istruzione 1 milione e 300 mila persone. Il piano di riduzione prevede che in 3 anni si passi a 1 milione e duecentomila. Come si attua e perché si attua questa riduzione? Uno, si attua perché essendoci meno studenti, occorrono meno insegnanti.»

Giorgio Stracquadanio dice che ci sono meno studenti. Ma è vero?  Ecco i dati per l’anno scolastico 2009/2010:

Scuola materna: per la prima volta supereremo il milione di bambini. 28 mila in più dell’anno scorso. Una media di quasi 24 bambini per classe.
Scuola media: da settembre ci saranno 18 mila studenti in più. Contestualmente, ci saranno ben 120 classi in meno.
Scuola superiore: Dai 21,8 alunni per classe dello scorso anno, si passa a 22,1 alunni. Ci saranno classi con più di 30 alunni, esclusi uno o più eventuali alunni disabili.
Disabili: sarà l’anno record per la presenza di alunni disabili: oltre 178 mila contro i 176.000 dell’anno scorso. Gli insegnanti di sostegno, tuttavia, restano invariati: 90.469.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="aligncenter" title="Giorgio stradaquario dice..." href="http://www.youtube.com/watch?v=7LcutyGcRD8" target="_blank">Video</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d302271&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=Deputati%5CLa%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=dd302271" target="_blank">Giorgio Stracquadanio</a></strong>, deputato PDL e consulente politico di Maria Stella Gelmini, viene intervistato da RaiNews24.<strong>Giorgio Stracquadanio dice</strong>: «<span style="font-family: 'Courier New'; font-size: small;">Fino all’anno scorso, dipendevano dal Ministero della Pubblica Istruzione <strong>1 milione e 300 mila</strong> persone. Il piano di riduzione prevede che in 3 anni si passi a 1 milione e duecentomila. Come si attua e perché si attua questa riduzione? Uno, si attua perché <strong>essendoci meno studenti</strong>, occorrono meno insegnanti.</span>»</p>
<p><strong>Giorgio Stracquadanio dice</strong> che ci sono meno studenti. <strong>Ma è vero?</strong> Ecco i dati per l’anno scolastico 2009/2010:</p>
<ol>
<li><strong>Scuola materna</strong>: per la prima volta supereremo il milione di bambini. <strong>28 mila </strong>in più dell’anno scorso. Una media di quasi 24 bambini per classe.</li>
<li><strong>Scuola media</strong>: da settembre ci saranno <strong>18 mila </strong>studenti in più. Contestualmente, ci saranno ben 120 classi in meno.</li>
<li><strong>Scuola superiore</strong>: Dai 21,8 alunni per classe dello scorso anno, si passa a 22,1 alunni. Ci saranno classi con <strong>più di 30 alunni</strong>, esclusi uno o più eventuali alunni disabili.</li>
<li><strong>Disabili</strong>: sarà l’anno record per la presenza di alunni disabili: oltre <strong>178 mila</strong>contro i 176.000 dell’anno scorso. Gli insegnanti di sostegno, tuttavia, restano invariati: 90.469.</li>
</ol>
<p><strong>Giorgio Stracquadanio dice</strong>: «<span style="font-family: 'Courier New'; font-size: small;">Il giornalismo italiano è quello che questi numeri <strong>non dice</strong>.</span>»</p>
<p>O è lui che questi numeri <strong>non li dà</strong>?</p>
<p><strong>Giorgio Stracquadanio dice</strong>: «<span style="font-family: 'Courier New'; font-size: small;">Quello che deve essere chiaro a tutti è che la scuola ha smesso definitivamente di essere un ammortizzatore sociale, quello per il quale si va a scuola non perché si ha una vocazione a insegnare, <strong>si fa un concorso</strong> e lo si vince, ma per cui si cerca un posto qualunque e si spera in una sanatoria.</span>»</p>
<p><strong>Giorgio Stracquadanio dice</strong> che i precari non hanno vinto nessun concorso, e che scelgono la scuola come si sceglierebbe un posto qualunque. <strong>Ma è vero?</strong></p>
<p>Nella scuola lavorano due tipologie di precari: quelli <strong>abilitati</strong> e quelli non abilitati. In entrambi i casi, sono inseriti in <strong>graduatorie</strong> stilate sulla base di <strong>titoli posseduti</strong> e quindi di una professionalità ritenuta idonea al ruolo da ricoprire. I precari abilitati hanno <strong>sostenuto un concorso</strong>, e in alcuni casi anche un corso propedeutico della durata di 1 o 2 anni, per ottenere l’abilitazione, ossia quel titolo con <strong>validità ministeriale</strong> che permette di essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. I concorsi e i corsi per accedere a tali graduatorie, stilate per assegnare contratti a tempo indeterminato e determinato nella scuola, sono stati organizzati dallo stesso<strong>Ministero dell’Istruzione</strong>, con la partecipazione delle università che hanno certificato conoscenze e competenze idonee per l’insegnamento di una precisa materia.<br />
I precari abilitati hanno effettuato un<strong> lungo percorso</strong> verso il ruolo –<em>l’assegnazione di una cattedra a tempo indeterminato</em>. Hanno acquisito conoscenze e competenze specifiche, certificate, in anni di servizi svolti anche in scuole diverse, spesso non percependo che <strong>10 mensilità</strong> annuali.</p>
<p><strong>Giorgio Stracquadanio dice</strong>: «<span style="font-family: 'Courier New'; font-size: small;">Ci dobbiamo interessare a lungo di una cena a cui partecipa il presidente del Consiglio.</span>»</p>
<p>Una cena, caro Stracquadanio, cui parteciparono:</p>
<ol>
<li>Silvio Berlusconi (<em>presidente del Consiglio</em>);</li>
<li>Angelino Alfano (<em>Ministro della Giustizia</em>);</li>
<li>Niccolò Ghedini (<em>avvocato di Berlusconi e parlamentare PDL</em>)</li>
<li>Carlo Vizzini (<em>presidente commissione Affari Costituzionali al Senato della Repubblica</em>)</li>
<li>Luigi Mazzella (<em>giudice della Corte Costituzionale</em>)</li>
<li>Paolo Maria Napolitano (<em>giudice della Corte Costituzionale</em>)</li>
</ol>
<p>Il 6 ottobre 2009 la Consulta giudicherà sulla legittimità costituzionale del <strong>Lodo Alfano</strong>, che rende immuni le quattro più alte cariche dello stato dalla mano della giustizia. Il lodo Alfano porta il nome del commensale <strong>n°2;</strong> è stato scritto in toto, in parte, o con la fondamentale consulenza del commensale <strong>n°3</strong>; è già servito a salvare il commensale <strong>n°1</strong> dal processo per corruzione sul caso Mills, e verrà votato dai commensali <strong>n°5</strong> e <strong>n°6</strong>. Potrebbe essere stata <strong>l’ultima cena</strong>. L’ultima del nostro<strong>ordinamento democratico</strong>.</p>
<p><strong>Giornalista</strong>: «<span style="font-family: 'Courier New'; font-size: small;">Che cosa consiglia al professore qui presente</span> (<strong>ndr</strong>: un insegnante precario di educazione fisica) <span style="font-family: 'Courier New'; font-size: small;">che dopo 25 anni si trova a rischio di perdere il posto di lavoro?</span>»</p>
<p><strong>Giorgio Stracquadanio dice</strong>: «<span style="font-family: 'Courier New'; font-size: small;">Io in questo momento sono un deputato. Tra 4 anni potrei non esserlo più. Sono un giornalista e non ho nessun giornale che mi attende. Non ho nessuna aspettativa. Cosa mi consiglia lei di fare, nel caso in cui io non venissi ricandidato, rieletto e perdessi il lavoro? Di darmi da fare a cercarne un altro. <strong>O sbaglio?</strong></span>»</p>
<p>Caro Giorgio Stracquadanio, …<strong>sbagli!</strong></p>
<p>Fra 4 anni, al termine della legislatura, avrai la tua<strong> pensione da parlamentare</strong>.  Hai idea di quante famiglie di precari ci vivrebbero?</p>
<p>Giorgio Messora, in arte <em>byoblu</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evitiamo che la Scuola diventi una incubatrice di piccoli mostri</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 17:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[Brunetta]]></category>

		<category><![CDATA[De magistris]]></category>

		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[Gramsci]]></category>

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		<description><![CDATA[27 Agosto 2009
Scuola, evitiamo i “piccoli mostri”
L’Onda che ha travolto, un anno fa, università e scuole e che ha visto come positiva anomalia l’asse fra genitori-insegnanti-studenti, scelse come slogan l’ormai celebre “noi la crisi non la paghiamo”. Un messaggio che veniva rivolto al governo e che per settimane ha riecheggiato fra le strade e nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: x-small;">27 Agosto 2009</span></h2>
<h3><a href="http://www.luigidemagistris.it/" target="_blank">Scuola, evitiamo i “piccoli mostri”</a></h3>
<p>L’Onda che ha travolto, un anno fa, università e scuole e che ha visto come positiva anomalia l’asse fra genitori-insegnanti-studenti, scelse come slogan l’ormai celebre “noi la crisi non la paghiamo”. Un messaggio che veniva rivolto al governo e che per settimane ha riecheggiato fra le strade e nelle piazze, travolte dal coloratissimo movimento che sfilava pacificamente accusando Gelmini e Brunetta di voler distruggere la scuola pubblica, attraverso il taglieggiamento dei fondi e di una ristrutturazione del ciclo di studi che appariva e appare oggi quanto di più distante ci possa essere dal concetto di istruzione. Almeno da come la concepiva Gramsci, che riferendosi alla formazione tecnica ammoniva: la scuola “<em>non deve diventare un&#8217;incubatrice di piccoli mostri aridamente istruiti per un mestiere, senza idee generali, senza cultura generale, senza anima, ma solo dall&#8217;occhio infallibile e dalla mano ferma</em>” perché il suo compito è, al contrario, quello di “<em>far scaturire dal fanciullo, l&#8217;uomo</em>”.</p>
<p>E’ infatti ancora presente e minaccioso il rischio di vedere cancellata l’idea della formazione come la indica la Carta costituzionale, ovvero un diritto universale capace di azzerare le differenze di censo e di origine sociale, di razza e di religione. Si sta infatti tentando di cancellare il principio della laicità e del pluralismo dell’istruzione, con scuola e università trasformate in spazi dell’esclusione piuttosto che della convivenza fra diversità: la sentenza del Tar del Lazio è stata disattesa dal ministro Gelmini (che anzi ha annunciato ricorso alla Corte Costituzionale) mentre la Lega avanza la proposta di inserire lo studio del dialetto come strumento di discriminazione non solo verso gli stranieri ma anche degli italiani del Sud.</p>
<p>A questa minaccia verso l’idea di formazione pubblica, si aggiunge il non meno pericoloso ridimensionamento delle risorse, che non fa che confermare la politica del governo di attacco al pubblico per favorire l’istruzione privata, verso cui si dimostra ben più generoso e preoccupato (si veda solo il caso della Lombardia del berlusconiano-ciellino Formigoni). Senza dimenticare i flussi di denaro pubblico per i corsi di formazione professionale fantasma che servono per rimpinguare le tasche di comitati d&#8217;affari nei quali i politici sono in prima fila.</p>
<p>Si tirano così i cordoni della borsa gestita da Tremonti giustificandosi con la crisi e la contrazione economica mondiale: ottima scusa per ridisegnare un altro modello di istruzione e quindi anche un’altra società. Proprio come urlavano nelle strade e nelle piazze docenti, studenti e genitori, preoccupati dalla scomparsa della formazione pubblica e dal conseguente imporsi di un modello sociale fondato sulla diversificazione discriminante.</p>
<p>Ora questo attacco in autunno si tradurrà anche in 16.500 precari costretti a restare a casa e per cui ancora non si è delineato un piano certo di ammortizzatori sociali. Martedì alcuni di loro, a Salerno, si sono arrampicati sul tetto dell’edificio del Provveditorato, protestando sulla scia di quanto realizzato dagli operai della Innse di Milano: il dramma di perdere il lavoro spesso indirizza la protesta verso modalità drammatiche. Mentre ieri è stato reso noto che il 3 settembre si terrà un tavolo tecnico fra le parti sociali per tentare di mettere a punto un piano di ammortizzatori per i precari della scuola. Il governo, che fa resistenza nel trovare i fondi a loro sostegno, sta cercando di scaricare la propria responsabilità sulle spalle delle Regioni, con la preoccupazione dei sindacati.</p>
<p>Per capire chi sono i precari della scuola basta semplicemente salire su un treno che da Napoli o Salerno porti a Roma, intorno alle cinque del mattino. Per capire la loro vita, fatta di incertezza economica e lavorativa, basta trascorrere una mattina in casa con loro, seduti vicino al telefono in attesa di una chiamata, impossibilitati ad uscire per paura di perderla. Queste persone, questi lavoratori hanno il compito di contribuire a plasmare la nostra società, di dargli un indirizzo, di conferirgli una forma attraverso l’educazione e l’istruzione del singolo studente-cittadino. E lo fanno pagando il prezzo di una vita faticosa e precaria, rispetto a cui risulta inutile l’essere altamente specializzati: quanti master e corsi di formazione può vantare un giovane precario della scuola? Anche qui, basta prendere il treno Salerno-Roma alle cinque del mattino per scoprirlo. Spesso hanno doppia laurea, molti master, altrettanti corsi di formazione: tutto necessario a scalare le infinite graduatorie del lavoro e spesso non sufficiente, tanto da arrivare alla soglia degli oltre quarant’anni ancora a tempo determinato, ancora a scadenza.</p>
<p>Ora che il governo non riesca a garantire a questi lavoratori un piano di sostegno ma soprattutto un loro inserimento è a dir poco sconcertante. Invece di parlare dei grembiulini e del voto in condotta non sarebbe stato più opportuno occuparsi di questi destini a cui si lega il nostro destino di società?</p>
<p><strong>Forse quei grembiulini e quel voto in condotta sono serviti a coprire la politica dei tagli e dell’assalto alla formazione pubblica: fumo negli occhi per nascondere la verità di voler privatizzare l’istruzione nel tentativo ultimo, insieme all’attacco all’informazione libera, di imporre un ‘nuovo’ modello di società, dove i cittadini siano sudditi e il sovrano sempre più incontrollato manovratore dei loro destini per i propri fini personali. Per questo difendere la scuola pubblica è un dovere anche politico a cui oggi e a settembre non dovremmo sottrarci, per evitare il crescere di “piccoli mostri” e impegnarci a far sbocciare “dal fanciullo, l’uomo”.<br />
</strong></p>
<p>Luigi de Magistris</p>
]]></content:encoded>
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		<title>_Da retescuole.net</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 20:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, 09/05/2009
MAESTRO UNICO ANCHE NEL TEMPO PIENO
di Scuolaoggi 

da www.scuolaoggi.org del 9.5.2009

&#8220;Il maestro unico riguarda tutti i modelli orari. Tempo pieno compreso&#8221;. Così ha dichiarato esplicitamente il ministro Gelmini in un&#8217;intervista al Corriere della Sera, pagina nazionale, di sabato 9 maggio. L&#8217;articolo in questione riguardava i dati ufficiali delle iscrizioni, secondo i quali le famiglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 60px;"><strong>Milano</strong>, 09/05/2009</p>
<h2 style="padding-left: 60px;">MAESTRO UNICO ANCHE NEL TEMPO PIENO</h2>
<p style="padding-left: 60px;">di<strong> Scuolaoggi </strong></p>
<hr style="padding-left: 60px;" size="1" noshade="noshade" />
<p style="padding-left: 90px;">da www.scuolaoggi.org del 9.5.2009</p>
<p style="padding-left: 90px;">
<p><em>&#8220;Il maestro unico riguarda tutti i modelli orari. Tempo pieno compreso&#8221;. </em>Così ha dichiarato esplicitamente il ministro Gelmini in un&#8217;intervista al Corriere della Sera, pagina nazionale, di sabato 9 maggio. L&#8217;articolo in questione riguardava i dati ufficiali delle iscrizioni, secondo i quali le famiglie hanno respinto in massa il modello orario a 24 ore nella scuola primaria (&#8221;In Lombardia solo sette maestri unici&#8221; titola infatti l&#8217;articolo di Rita Querzé).</p>
<p>Gilda, Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola hanno diffuso i dati aggiornati sugli organici della scuola in Lombardia sottolineando, tra l&#8217;altro, che solo una quota irrisoria delle famiglie su scala regionale ha espresso il proprio gradimento per le 24 ore/maestro unico, a fronte di una crescita delle richieste di tempo pieno. Ad essi controbatte la Gelmini sostenendo che <em>&#8220;Primo: le classi che hanno scelto il modello delle 24 ore in Lombardia non sono sette ma il triplo&#8221; </em>e <em>&#8220;Secondo, e più importante, il sindacato fa finta di non sapere che il maestro unico riguarda tutti i modelli orari. Tempo pieno compreso. Finalmente anche nel nostro Paese i docenti avranno responsabilità educative chiare&#8221;.</em> Perché signori - aggiungiamo noi - il catalogo è questo!</p>
<p>La prima precisazione ci sembra francamente inconsistente. Ammesso che in Lombardia le richieste di tempo scuola di 24 ore siano 21 invece che 7, il dato è del tutto irrilevante. La questione del modello del maestro unico <em>onnipervasivo,</em> che riguarda quindi anche le classi a tempo pieno, è invece un&#8217;affermazione rilevante e di una certa gravità. E non è certo un lapsus freudiano.<br />
E&#8217; indubbio che questo è il modello di scuola preferito e ampiamente sostenuto dal duo Gelmini-Tremonti. Ricordiamo tutti le nostalgiche riproposte di un &#8220;ritorno al passato&#8221; (<em>&#8220;un solo maestro è meglio che tre&#8221; </em>e via dicendo). Ma il fatto che il ministro si impunti, testardamente, nonostante la chiara espressione delle richieste delle famiglie e voglia imporre addirittura questo modello anche al tempo pieno costituisce una palese violazione dell&#8217;autonomia scolastica. Com&#8217;è noto (e dovrebbe esserlo anche al ministro) il Dpr 275/1999 assegna alla <em><strong>competenza esclusiva </strong></em>delle scuole la decisione circa le modalità organizzative di impiego dei docenti (art. 5, Autonomia organizzativa).</p>
<p>Quindi, una volta assegnato l&#8217;organico alle scuole (e si sono spese mille parole da parte del Miur per rassicurare che al tempo pieno sarebbe stato confermato il doppio organico, due docenti per classi), <em><strong>sta a queste stabilire quale modello organizzativo attuare. </strong></em> E, storicamente, il tempo pieno ha sempre previsto la piena contitolarità dei due docenti e la collegialità dell&#8217;azione didattica.<br />
Le dichiarazioni della Gelmini costituiscono quindi una evidente (ed ennesima) invasione di campo, del tutto illegittima, fuori luogo.</p>
<p>Ma queste affermazioni del ministro confermano nella sostanza quanto da tempo andiamo sostenendo. Da un lato si agita la cortina fumogena dell&#8217;aumento delle classi a <em><strong>40 ore</strong></em> spacciandolo <em>tout court </em>come aumento del <em><strong>tempo pieno,</strong></em> come se fossero la stessa cosa. Dall&#8217;altro trapela con chiarezza quello che è l&#8217;obiettivo ultimo della politica scolastica di questo governo. Vale a dire il contenimento della spesa pubblica nella scuola (e il contenimento-ridimensionamento della stessa scuola pubblica). Per ottenere questo risultato in un primo tempo si smantella l&#8217;organizzazione modulare nella scuola primaria affermando la &#8220;priorità&#8221; del modello 24 ore/maestro unico (<em>&#8220;Insegnante unico nella scuola primaria&#8221;</em> titola l&#8217;art.4 della legge 169/2008 e <em>&#8220;nella scuola primaria va privilegiata l&#8217;attivazione di classi affidate ad un unico docente e funzionanti per 24 ore settimanali&#8221; </em>dice il Piano programmatico&#8230;). In una seconda fase si cercherà di imporre questo principio anche nei modelli orari a tempo lungo (un insegnante sarà il titolare di classe, depositario degli insegnamenti principali, l&#8217;altro coprirà la parte restante dell&#8217;orario). Infine si cercherà di rimarcare il fatto che nella scuola primaria <em><strong>24 ore (e maestro unico) per tutti</strong></em> bastano e avanzano e che al restante orario di permanenza degli alunni a scuola ci debba pensare qualcun altro, come in passato (enti locali, ecc.). Con il ritorno in pompa magna del vecchio doposcuola. Il &#8220;ritorno al passato&#8221;, appunto.</p>
<p>Siamo pessimisti e/o dipingiamo scenari improbabili? Non crediamo. Certo, la realizzazione di questa prospettiva - il ritorno generalizzato al maestro unico e alla scuola del mattino - dipenderà fortemente dall&#8217;opposizione e dalla resistenza che genitori e insegnanti, forze sociali e politiche sapranno (continuare) a mettere in campo.</p>
<p>Dedalus</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>&#8220;COME TU M&#8217;INSEGNI&#8221; - Report Domenica 19 Aprile 21.30 Rai 3</title>
		<link>http://www.comitatoscuola.it/?p=170</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 21:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[


&#8220;COME TU M&#8217;INSEGNI&#8221; - Report Domenica 19 Aprile 21.30 Rai 3
di report@rai.it 



Gentili telespettatori,
Vi comunichiamo che Report andrà in onda domenica 19 aprile alle 21.30 su RAI TRE.
La puntata si intitola &#8220;COME TU M&#8217;INSEGNI&#8221; di  Stefania Rimini.




A scuola bisogna far quadrare i conti e non è un&#8217;operazione semplice. Quest&#8217;anno la cifra che le scuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="padding-left: 30px;" align="left">&#8220;COME TU M&#8217;INSEGNI&#8221; - Report Domenica 19 Aprile 21.30 Rai 3<br />
<hr size="1" noshade="noshade" />di<strong> report@rai.it </strong></td>
</tr>
<tr>
<td align="left">
<p style="padding-left: 30px;">Gentili telespettatori,<br />
Vi comunichiamo che Report andrà in onda domenica 19 aprile alle 21.30 su RAI TRE.<br />
La puntata si intitola &#8220;COME TU M&#8217;INSEGNI&#8221; di  Stefania Rimini.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="padding-left: 60px;">
A scuola bisogna far quadrare i conti e non è un&#8217;operazione semplice. Quest&#8217;anno la cifra che le scuole possono iscrivere in bilancio per il funzionamento, dalle fotocopie alla cancelleria, dalla bolletta del telefono alla carta igienica, e&#8217; pari a zero euro. Per risparmiare 280 milioni di euro, la Gelmini toglie le compresenze, quindi gli alunni della scuola pubblica avranno diritto ad un solo insegnante, sperando che sia bravo, sano e single. Ma all&#8217;interno del cuci e scuci normativo, per cui ogni ministro disfa quello che ha fatto il suo predecessore, si annidano centri di spesa che non sono mai stati toccati, come le scuole italiane all&#8217;estero, che ci costano 70 milioni all&#8217;anno. Lo stipendio di un professore all&#8217;estero può arrivare a 5mila euro, quello di un dirigente scolastico può arrivare ad 8mila, mentre per esempio i loro colleghi francesi guadagnano la metà. Nel frattempo in patria succede che qualche dirigente scolastico a corto di fondi ha smesso di nominare i supplenti. L&#8217;assurdo è che le scuole bruciano i milioni nella caccia ai supplenti, perché in base ad una vecchia legge sono obbligate a cercarli con il telegramma o con il fonogramma. Le risorse scarseggiano e chi ci rimette sono gli alunni ai quali viene decurtato il tempo scuola e in particolare i disabili, ai quali viene decurtato il sostegno. Risparmio e merito sono tra gli obiettivi dichiarati di questa riforma della scuola, ma per il momento i lavativi e gli incapaci non corrono grandi rischi, basta che siano di ruolo. Invece 18 mila precari, anche i più bravi, rischiano di rimanere a casa.<br />
Eppure la scuola va avanti solo grazie al lavoro appassionato e sottopagato di alcuni, perché l&#8217;organizzazione certo non aiuta. La chiamano &#8220;autonomia scolastica&#8221;, ma in sostanza significa che ogni istituto può diventare un feudo a sé. Per esempio con i progetti europei, i cosiddetti PON e POR, scorrono fiumi di euro verso le scuole, senza nessuna verifica circa la ricaduta di queste iniziative sugli alunni. In compenso, si è creato un mercato di agenzie formative e di esperti che ronzano intorno alle scuole per convincerle a fare progetti su cui l&#8217;agenzia si trattiene fino al 40% del finanziamento pubblico. I controlli ministeriali non arrivano a scalfire la dirigenza quando è fiacca o incompetente. E&#8217; difficile che un dirigente scolastico che commette delle irregolarità venga licenziato, i danni all&#8217;erario possono essere di 200mila euro all&#8217;anno, ma il dirigente viene solo trasferito. Ma allora perché paghiamo lo stipendio a 380 ispettori?</p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: left;">
Per la rubrica L&#8217;emendamento andrà in onda  &#8220;LA CLASS ACTION&#8221; di Luca Chianca.<br />
L&#8217;azione collettiva risarcitoria, nota come class action, è stata introdotta nell&#8217;ordinamento italiano alla fine del 2007. Ad oggi della nuova norma non c&#8217;è traccia perché il governo ha rinviato l&#8217;entrata in vigore per ben due volte. Il motivo? La norma è stata scritta male. Vediamo allora i miglioramenti adottati in tutti questi mesi.</p>
<p>La GOODNEWS di oggi s&#8217;intitola &#8220;SPIN OFF&#8221; di Giuliano Marrucci<br />
In questa crisi economica senza precedenti c&#8217;è un pezzo d&#8217;Italia che invece è in pieno boom. Sono le spin-off, società che nascono dai risultati della ricerca svolta dalle università pubbliche e li trasformano in prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico pronti ad conquistare il mercato globale. Un bell&#8217;esempio di come valorizzare i risultati della ricerca pubblica, con qualche avvertenza sull&#8217;uso.</p>
<p>Vi informiamo inoltre che sono previste le repliche di questa puntata su Raisat Extra canale 121 piattaforma Sky nei seguenti giorni:<br />
Lunedì     20/04 alle 10.00 e alle 21.00<br />
Giovedì    23/04 alle 16.45<br />
Venerdì   24/04 alle 24.00</p>
<p>Vi ricordiamo che sul nostro sito www.report.rai.it potete trovare la trascrizione integrale dei testi ed i video delle nostre inchieste.</p>
<p>Buona Visione! La Redazione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>__Assemblea regionale dei Comitati__</title>
		<link>http://www.comitatoscuola.it/?p=168</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 22:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa dell&#8217;incontro fissato con il Dirigente dell&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro (rinviato a lunedì 6 aprile), in cui verranno consegnati ufficialmente i modelli di riconferma del tempo scuola prescelto - con compresenze - sottoscritti dai genitori, i Comitati di Fano e Orciano per la difesa della scuola pubblica comunicano la propria adesione all&#8217;assemblea regionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;">In attesa dell&#8217;incontro fissato con il Dirigente dell&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro (rinviato a lunedì 6 aprile), in cui verranno consegnati ufficialmente i modelli di riconferma del tempo scuola prescelto - con compresenze - sottoscritti dai genitori, <strong>i Comitati di Fano e Orciano per la difesa della scuola pubblica comunicano la propria adesione all&#8217;assemblea regionale che si terrà sabato 18 aprile, alle ore 16, a Senigallia</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Soprattutto in questo periodo, che vede avverarsi anche per la regione Marche i tagli prospettati agli organici del personale con pesanti ricadute sulla qualità della scuola pubblica a partire dal prossimo anno scolastico, occorre tenere desta l&#8217;attenzione e continuare nella diffusione della informazione e nella mobilitazione.</p>
<p style="padding-left: 30px;">
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		<title>La Gelmina propone lezioni di Antimafia nelle scuole</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 08:47:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scuola e istruzione]]></category>

		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>

		<category><![CDATA[Borsellino]]></category>

		<category><![CDATA[Dell'Utri]]></category>

		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia l&#8217;ho presa dall&#8217;Espresso in edicola, e ve la allego in JPG; copiando una proposta di legge del senatore del PD, Giuseppe Lumia, la Gelmini ha presentato una proposta praticamente identica: lezioni da antimafia nelle scuole!
 
Strano, che sia lei a proporlo: il suo compagno di partito, , è stato condannato per ass.ne a delinquere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia l&#8217;ho presa dall&#8217;Espresso in edicola, e ve la allego in JPG; copiando una proposta di legge del senatore del PD, Giuseppe Lumia, la Gelmini ha presentato una proposta praticamente identica: lezioni da antimafia nelle scuole!<br />
 <br />
Strano, che sia lei a proporlo: il suo compagno di partito, <strong><a href="http://www.comitatoscuola.it/wp-content/uploads/espresso-a-colori-001.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-166" title="espresso-a-colori-001" src="http://www.comitatoscuola.it/wp-content/uploads/espresso-a-colori-001-182x300.jpg" alt="" width="182" height="300" /></a></strong>, è stato condannato per ass.ne a delinquere di stampo mafioso con sentenza passata in giudicato, e il suo capo, Berlusconi dichiarò in campagna elettorale che <strong>Mangano,</strong> mafioso condannato all&#8217;ergastolo per 2 omicidi &#8220;<strong>era un&#8217;eroe</strong>&#8221; perché in galera &#8220;non aveva parlato&#8221;.<br />
 <br />
Così va il mondo&#8230;</p>
<p>Ieri così mi ha risposto <strong>Salvatore Borsellino</strong>, fratello del giudice Paolo ucciso con la sua scorta dalla Mafia:Un consiglio per la Gelmini: per introdurre almeno qualcosa di nuovo nella sua proposta la modifichi in questo senso :<br />
 <br />
<strong>lezioni di antimafia in Parlamento</strong></p>
<p>&#8211;<br />
Ettore Marini<br />
Via Chiarini, 5<br />
61032 Fano<br />
tel. 0721865052 / 3288347956<br />
<a href="http://www.respublica-amicibeppegrillo.org">http://www.respublica-amicibeppegrillo.org</a></p>
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		<title>__ SIT IN a PESARO giovedì 26 h. 15 __</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 09:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#8220;COMITATO GENITORI E INSEGNANTI PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA&#8221; di FANO
aderisce all&#8217;iniziativa organizzata dalla RETE DOCENTI PRECARI MARCHE per 
GIOVEDI´ 26 MARZO.
L&#8217;appuntamento, per un SIT IN DI PROTESTA CONTRO I TAGLI PREVISTI DALLA LEGGE 133/2008 E CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE APREA,
è fissato alle ORE 15 davanti all´UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE
(Ex Provveditorato, strada Statale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="padding-left: 30px;">Il &#8220;COMITATO GENITORI E INSEGNANTI PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA&#8221; di FANO<br />
aderisce all&#8217;iniziativa organizzata dalla <strong>RETE DOCENTI PRECARI MARCHE</strong> per <strong><br />
GIOVEDI´ 26 MARZO</strong>.</h2>
<h2 style="padding-left: 30px;">L&#8217;appuntamento, per un <strong>SIT IN DI PROTESTA CONTRO I TAGLI PREVISTI DALLA LEGGE 133/2008 E CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE APREA</strong>,<br />
è fissato alle <strong>ORE 15</strong> davanti all´<strong>UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE</strong><br />
(Ex Provveditorato, strada Statale Adriatica 151-Pesaro).</h2>
]]></content:encoded>
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