PARERE 7 COMMISIONE PARLAMENTARE su legge Gelmini

  1. PARERE 7 COMMISIONE PARLAMENTARE

    La VII commissione ha terminato l’esame del piano programmatico, iniziato il 6 novembre scorso e, nelle sedute del 18 e 19 ha concluso i lavori con la proposta di parere, presentata dall’on Aprea presidente della commissione, da trasmettere al ministro dell’istruzione. Il parere definitivo dovrebbe essere approvato entro fine novembre.

    Tra le condizioni espresse dalla VII commissione:

    • il riconoscimento delle 40 ore - con due insegnanti per classe - come orario obbligatorio nella scuola dell’infanzia, considerando l’orario ridotto come modello residuale e solo su richiesta delle famiglie;
    • l’orario nella scuola primaria deve risultare dalle richieste delle famiglie e non solo dalla riorganizzazioni prevista;
    • il tempo pieno deve vedere due insegnanti per classe invece di uno;
    • la revisione dei criteri sull’aumento del numero di alunni per classe;
    • la garanzia di un docente ogni due alunni disabili;
    • la richiesta, per il tempo prolungato nella scuola media realmente operante, di estensione a 40 ore;
    • lo slittamento delle iscrizioni al primo anno dei corsi interessati alla revisione degli ordinamenti;
    • garanzia di un numero adeguato di materie per i centri di istruzione degli adulti;
    • la revisione dei tagli previsti per il personale Ata per non ricorrere all’esternalizzazione dei servizi.

    Molte altre solo le condizioni espresse, tanto che durante il dibattito è stato rilevato che in questo modo si rimette in discussione la copertura finanziaria della Legge 133.

    Il contenuto della bozza di parere della VII Commissione, pur raccogliendo alcune osservazioni che come FLC abbiamo espresso durante le audizioni, non fa venir meno le nostre valutazioni e il nostro dissenso sul piano programmatico e sull’insieme dei provvedimenti del governo e del ministro sulla scuola. Peraltro, il venir meno dell’intransigenza del governo su alcuni punti, dimostra come le misure imposte non siano difendibili neanche dalla stessa maggioranza che è stata costretta, anche dallo straordinario movimento di protesta del mondo della scuola, a rivedere alcuni dei suoi diktat.

    E’ bene inoltre ribadire che se non ritirano gli 8 miliardi di tagli, ogni modifica, se pur positiva, al disegno di destrutturazione del sistema pubblico di istruzione risulterà vana.

    Roma, 21 novembre 2008 
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    Proposta di parere al “Piano programmatico” per la scuola

    Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico (Atto n. 36).

    PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE

    La VII Commissione, cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati, esaminato il Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico (n. 36), che reca misure fondamentali al fine di ridefinire una revisione degli ordinamenti scolastici, una riorganizzazione della rete scolastica, ivi compresi i centri territoriali per gli adulti e i corsi serali, nonché un razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane delle scuole;

    • tenuto conto di quanto evidenziato dal rappresentante del Governo nella seduta del 6 novembre 2008 nel corso della quale sono state evidenziate rilevanti considerazioni integrative relative al Piano programmatico in esame;
    • acquisiti, altresì, i contributi offerti nel corso delle audizioni informali del 21 e del 23 ottobre 2008, da parte di rappresentanti di organizzazioni sindacali, di associazioni dei genitori, di associazioni di dirigenti ed insegnanti, di insegnanti precari, di associazioni di studenti; nonché delle osservazioni emerse nel corso dell’audizione informale del 28 ottobre 2008, di rappresentanti del Comitato di lavoro nazionale per l’apprendimento pratico della musica, e del 4 novembre 2008, di rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, di UPI (Unione delle Province d’Italia) e ANCI (Associazione nazionale dei Comuni italiani);
    • preso atto dell’espressione del parere della Conferenza unificata Stato regioni e autonomie locali del 13 novembre 2008;
    • considerato che, per la revisione degli ordinamenti scolastici sono stati approvati, nelle legislature XIV e XV, il decreto legislativo 19 febbraio 2004 n. 59, per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo e il decreto legislativo 17 ottobre 2005 n. 226, relativo al secondo ciclo di istruzione e di istruzione e formazione professionale, modificato per la parte relativa all’istruzione tecnico-professionale dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
    • rilevato che i parametri per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche, previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1998 n. 233 e le disposizioni per l’istituzione, la soppressione o l’aggregazione delle scuole, previsti dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 risultano tuttora vigenti;
    • evidenziata la necessità di coniugare la riqualificazione della spesa pubblica, con la qualità dell’offerta formativa, come già rilevato nel corso della XV legislatura nel Quaderno bianco sulla scuola, del settembre 2007, e dai conseguenti provvedimenti di bilancio adottati nella medesima legislatura;
    • tenuto conto che all’interno della revisione dei piani di studio appare necessario valorizzare l’autonomia didattica delle scuole, secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275;
    • con riferimento alla scuola dell’infanzia, occorre perseguire l’obiettivo della generalizzazione del servizio esteso anche ai bambini in età compresa tra i due e i due anni e sei mesi; in relazione alla scuola primaria del primo ciclo, la previsione dell’attivazione di classi funzionanti a 24 ore settimanali introdotte con la legge 30 ottobre 2008, n. 169 di conversione del decreto-legge 1 o settembre 2008, n. 137, va integrata con gli ulteriori modelli organizzativi vigenti e sempre in ragione della domanda delle famiglie;
    • riguardo alla scuola secondaria di primo grado, gli interventi di modifica oraria devono tendere a verificare l’effettiva necessità di prolungare il tempo scuola;
    • rilevata inoltre l’esigenza per gli ordini di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di armonizzare le indicazioni nazionali allegate al decreto legislativo n. 59 con le nuove indicazioni stabilite nella XV legislatura;
    • in ordine alle modifiche delle tipologie dei percorsi scolastici del secondo ciclo, occorre prevedere idonei tempi e modalità di realizzazione della normativa di attuazione tali da consentire alle scuole e alle famiglie una piena assimilazione delle innovazioni introdotte ai fini delle iscrizioni per l’anno scolastico 2009/2010;
    • in ordine ai percorsi di istruzione e formazione professionale, è necessario prevederne la prosecuzione, la messa a regime e l’espansione per soddisfare a pieno la domanda che proviene dalle famiglie e dagli studenti nelle diverse regioni;
    • con riferimento ai centri di istruzione per gli adulti, la riorganizzazione dei moduli didattici dovrà rappresentare un chiaro investimento sulla educazione permanente al fine di raggiungere gli obiettivi fissati dal processo di Lisbona, in materia di life long learning ;
    • con riferimento al dimensionamento scolastico, si ritiene indispensabile tenere conto degli accordi interistituzionali stipulati in sede di Conferenza unificata Stato-regioni e autonomie locali;
    • riguardo al migliore utilizzo delle risorse umane il criterio della formazione delle classi deve rispettare i parametri stabiliti per legge, condizionanti l’agibilità delle aule e dei laboratori scolastici;
    • è necessario, infine, prevedere piani di formazione dei docenti sui nuovi ordinamenti;

    esprime

    PARERE FAVOREVOLE

    con le seguenti condizioni:

    1) con riferimento alla revisione degli ordinamenti scolastici: 
    a) all’interno della revisione dei piani di studio, siano riservate all’autonomia didattica delle scuole attività opzionali-facoltative per favorirne la personalizzazione;  
    b) si individuino in modo più esplicito le competenze attese al termine dei percorsi scolastici, attraverso l’individuazione di profili in uscita, anche con riferimento alla valutazione esterna degli apprendimenti in linea con gli standard definiti in sede europea e OCSE;  
    c) l’orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell’infanzia deve garantire prioritariamente il tempo di 40 ore con l’assegnazione di due insegnanti per sezione e prevedere soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, con l’assegnazione di un unico docente per sezione, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie;  
    d) appare necessario coordinare, previo accordo con gli enti locali, le modalità di prosecuzione della sperimentazione delle «sezioni primavera» con quelle relative al servizio dell’anticipo, al fine di generalizzare l’accoglimento dei bambini in età compresa tra i ventiquattro e i trentasei mesi, nelle sezioni primavera o nella scuola dell’infanzia;  
    e) in relazione alla scuola primaria del primo ciclo, sia previsto che l’attivazione di classi affidate ad unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, sia effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie e siano garantiti gli insegnamenti specialistici di religione e di inglese;  
    f) sia stabilito il tempo scuola in funzione non soltanto delle esigenze di riorganizzazione didattica, ma soprattutto in ragione della domanda delle famiglie e pertanto siano garantiti differenti articolazioni dell’orario scolastico a 27, 30 e 40 ore, mantenendo la figura dell’insegnante prevalente, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 59;  
    g) sia inoltre previsto che per le classi funzionanti a tempo pieno siano assegnati due docenti per classe;  
    h) sia previsto, in ordine alla scuola secondaria di primo grado, un orario obbligatorio flessibile dalle 29 alle 30 ore, secondo i piani dell’offerta formativa delle scuole autonome;  
    i) siano ridotte le classi funzionanti con il tempo prolungato, in assenza di richiesta effettiva delle famiglie e, viceversa, sia garantito che quelle realmente operanti, con il numero richiesto di alunni frequentanti, possano funzionare per 40 ore, soddisfacendo a pieno le domande delle famiglie;  
    j) si proceda all’armonizzazione delle indicazioni nazionali formulate nella XIV e XV legislatura;  
    k) siano previste, a partire dall’anno scolastico in corso, iniziative di riqualificazione professionale finalizzate ai nuovi ordinamenti;  
    l) si preveda uno slittamento del termine di iscrizione al primo anno di tutti i corsi di studi interessati dalla revisione degli ordinamenti, allo scopo di predisporre la nuova offerta formativa, per consentire alle famiglie e agli studenti di ricevere adeguate informazioni finalizzate alla scelta dei percorsi di studio;  
    m) siano previste risorse dedicate ai percorsi di istruzione e formazione professionale al fine di garantirne la prosecuzione, la messa a regime e l’espansione anche come efficace strumento di contrasto alla dispersione scolastica e formativa;  
    n) con riferimento ai centri di istruzione per gli adulti, sia definito l’assetto organizzativo-didattico, prevedendo un numero adeguato di materie di insegnamento, collegando l’autorizzazione dei medesimi corsi al monitoraggio degli esiti finali, nel rispetto dei principi fissati dalla strategia di Lisbona in ordine all’educazione continua e permanente;  
    o) siano adeguatamente valorizzate le competenze scientifiche e musicali in tutti i percorsi scolastici;

    2) con riferimento alla riorganizzazione della rete scolastica: 
    a) si dia attuazione al parere della Conferenza unificata Stato regioni e autonomie locali, espresso nella riunione del 13 novembre 2008;

    3) con riferimento al razionale ed efficiente utilizzo delle risorse umane della scuola: 
    a) sia previsto l’aumento del numero minimo medio degli alunni per classe, e non quello del numero massimo, al fine di rispettare i parametri di agibilità di cui in premessa, convergendo così sul parere espresso dalla regione Lombardia in sede di Conferenza unificata;  
    b) sia tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili;  
    c) in ordine alle nuove tipologie dei licei e degli istituti tecnici e professionali, si tenga in dovuto conto, ai fini dell’accorpamento delle classi di concorso e delle conseguenti assegnazioni delle cattedre, la competenza disciplinare specifica degli attuali docenti, evitando di utilizzare gli stessi in modo non corrispondente alle classi di abilitazione, anche ai fini della riconversione professionale dei docenti in esubero;  
    d) sia potenziata e qualificata l’attività di formazione degli insegnamenti specialistici di lingua inglese nella scuola primaria, al fine di generalizzare in modo compiuto e adeguato questo tipo di insegnamento;  
    e) si rivedano le tabelle che determinano l’organico di vari profili professionali del personale ATA, allo scopo di razionalizzare gli organici evitando il ricorso all’esternalizzazione di servizi, in presenza di personale impiegato a tempo indeterminato nelle scuole.